Shamak

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Shamak

Brand:Aurum Laboratorio Alchemico
Product Code: AV 0005
Availability: In Stock
  • 17.82€

    19.80€
  • Ex Tax: 17.82€

Estratto concentrato di Boswelia serrata, Withania somnifera, Centella asiatica in aggiunta a olii essenziali purissimi che potenziano l'azione del prodotto: Camomilla blu, Gelsomino, Bay, Campaca, Lavanda, Palmarosa, Ylang-ylang.

Effetto fisiologico: utile per il trofismo dei tessuti, sostenendo così il funzionamento fisiologico delle cartilagini articolari.

In base all'azione dei singoli componenti, nella tradizione ayurvedica il rimedio può essere utile anche come modulatore del dolore, associato spesso nei processi infiammatori.

La Boswellia serrata Roxb., conosciuta anche come “Frankincense” o pianta dell’incenso, è un albero di circa 4 metri di altezza appartenente alla famiglia delle Burseraceae, ed è originaria delle foreste di alcune zone dell’India, del Nord Africa e dell’Oriente. La componente maggiormente sfruttata a scopo terapeutico è rappresentata da un’oleoresina gommosa di colore giallo-bruno, denominata anche gommoresina o “guggal”, che si ottiene per incisione della corteccia o per estrazione dalle foglie. La gommoresina di Boswellia serrata, ed i suoi estratti alcolici, vengono utilizzati come efficaci rimedi antireumatici ed antinfiammatori, per il trattamento di numerosi disturbi quali l’artrite reumatica, l’osteoartrite e la spondilite cervicale, e patologie a carattere cronico come colite ulcerosa, affezioni del tratto urogenitale, della gotta, disturbi respiratori come l’asma bronchiale e l’enfisema polmonare.

I processi infiammatori sono caratterizzati da sintomi molteplici, quali perdita della funzionalità dei tessuti coinvolti, formazione di edemi, gonfiore e dolore, e sono da attribuire alla presenza dei leucotrieni. I leucotrieni appartengono ad un gruppo di mediatori dell’infiammazione con attività chemotattica, richiamano le cellule immunitarie ed amplificano gli effetti negativi di questo processo. L’attività antinfiammatoria della Boswellia serrata, e in particolare degli acidi boswellici, si esplica fondamentalmente attraverso l’inibizione selettiva della 5-lipossigenasi, bloccando così la sintesi dei leucotrieni. L’impiego di Boswellia in patologie infiammatorie non produce gli effetti collaterali gastrolesivi tipici dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), poiché non agisce sulla sintesi delle prostaglandine catalizzata dall’enzima ciclossigenasi. È infatti noto che l’impiego di FANS può comportare problemi nella sintesi dei glicosaminoglicani (GAG), accelerando il processo di danneggiamento delle articolazioni interessate da patologie artrosiche. La Boswellia serrata non induce segni di intolleranze gastrica ed inoltre conferisce un’azione protettiva nei confronti di lesioni ulcerative e di farmaci gastrolesivi.
La Withania è un antico rimedio della tradizione fitoterapia asiatica ed in particolare della medicina Ayurvedica, nella quale è identificata con il nome di  Ashwaganda. Questa pianta è conosciuta ed utilizzata sin dall’antichità come tonico ed adattogeno e proprio per questo si usa riferire alla Withania come al “ginseng indiano”, per l’analogia con gli altri noti adattogeni. La Withania agisce su molteplici distretti dell’organismo ed in particolare è molto attiva sul sistema nervoso, sull’apparato muscolare, respiratorio e riproduttivo. La tradizione fitoterapia la indica utile in presenza di bronchite, asma, reumatismi, debilitazione soprattutto dei soggetti anziani, come antinfiammatorio, analgesico e antibatterico. Se ne tramandano poi le proprietà di afrodisiaco e di stimolante delle prestazioni sessuali e della funzionalità dell’intero apparato riproduttivo, indicandola in particolare in caso di alterazioni della spermatogenesi. L’estrema importanza data a questo rimedio della medicina tradizionale indiana ha quindi stimolato l’approfondimento delle conoscenze sulla pianta attraverso studi di efficacia farmacologia e clinica. In particolare questi ultimi sono stati rivolti soprattutto alla verifica dell’attività sedativa-ansiolitica ed antinfiammatoria, confermando preliminarmente la sua attività di antistress e tonico-energetico sull’organismo. Per quanto riguarda l’attività sedativa-ansiolitica, l’efficacia delle nevrosi ansiose sembra spiegata dalla riscontrata riduzione delle catecolamine, di acetilcolina e da un aumento di serotonina e istamina nell’organismo, ma ulteriori studi sono in corso per la definizione del meccanismo ansiolitico della pianta. La medicina Ayurvedica l’ha sempre indicata come agente favorente l’apprendimento e il recupero della memoria. Con nootropo si intende la capacità di promuovere dei meccanismi cerebrali associati con le capacità mentali. In particolare è stato ipotizzato che tre siano i meccanismi caratterizzanti un agente nootropo: oltre alla promozione della memoria e dell’apprendimento, i nootropi favorirebbero il flusso di informazioni tra i due emisferi cerebrali, aumenterebbero la resistenza del cervello agli insulti chimici e fisici e sarebbero privi di proprietà sedative, analgesiche o neurolettiche. I dati a disposizione dicono che i nootropi sono utili per migliorare la memoria, l’umore e il comportamento nei casi di demenza senile moderata. Rimane tuttavia ancora non noto quali siano i siti di azione dei nootropi, ovvero quali neuroni o recettori siano bersaglio. Ciò premesso, gli studi preliminari sulla Withania confermerebbero la sua capacità di contrastare deficit cognitivi associati all’età, malattie croniche e disturbi del comportamento. La Withania è tradizionalmente ritenuta un ottimo agente antinfiammatorio e antiartritico e per questo impiegata nel trattamento di febbri, reumatismi, indicazioni oggi confermate da studi clinici.
La Centella asiatica è una pianta originaria indiana ed è forse la pianta ringiovanente più importante della medicina ayurvedica. Secondo la tradizione ayurvedica è considerata la più ricca di energia rivitalizzante per il sistema nervoso e per i neuroni. Sempre secondo la tradizione  rafforzerebbe la memoria e donerebbe la longevità, ritardando la senescenza e l'invecchiamento. Fortificherebbe il sistema immunitario, purificandolo e tonificandolo, rafforzando le ghiandole surrenali. E' considerata dalla medicina ayurvedica come la pianta più spirituale ed è usata per favorire l'atteggiamento meditativo, aiutando a riattivare il chakra della corona e promuovendo l'equilibrio tra i due emisferi cerebrali. Studi recenti hanno dimostrato che è utile per stimolare la produzione di fibre collagene nel connettivo sottocutaneo. Viene utilizzata nell’edema da insufficienza venosa, contro smagliature, eczema e psoriasi. La sua azione si estende anche nella modulazione dei processi infiammatori e nei reumatismi.